Finita scuola un’ora prima ho accompagnato un mio compagno di classe in stazione, per poi andare a cercare parcheggio prima di vedere la mia Amanda.

Ho trovato parcheggio facile in piazza, ma non era poi tanto vicino alla sua scuola. Ho cercato il portafoglio nella mia cartella, e mi sono preso malissimo. Non lo trovavo. Pensavo già alle conseguenze se per esempio mi avessero fermato i carabinieri, e di come sarei dovuto tornare subito a casa per cercarlo. Però alla fine l’ho trovato. Si nascondeva in mezzo ai libri.

Non ho pagato il parcheggio, ma quando mi sono allontanato ho visto un vigile che girava e allora sono tornato indietro e l’ho pagato. Il prezzo minimo erano 50 centesimi, e io in tasca ne avevo 45. Per fortuna che in auto, tra la sporcizzia varia, ci sono anche delle monete. Ho trovato altri 10 centesimi.

In realtà non sapevo esattamente dove era la scuola della mia Amanda, però per qualche motivo l’ho trovata lo stesso. Le ho scritto, alla mia Amanda, e lei mi ha anche indicato esattamente dove si trovava la sua classe. Io ho provato ad avvicinarmi, ma al primo passo è spuntata fuori una bidella. E io ho un brutto rapporto con le bidelle in quella scuola. Mi cacciano sempre.

Questa volta però mi è andata bene, forse anche perchè non ero esattamente all’interno dell’edificio. Comunque ho aspettato fuori fino al suono della campanella, e la mia Amanda è uscita. Appena è uscita, la mia Amanda, ci siamo diretti verso la mia auto. Che era parcheggiata in piazza. In realtà abbiamo fatto un po’ di confusione, io e la mia Amanda, ma alla fine abbiamo deciso di andare al ristorante cinese per asporto, in auto.

Abbiamo trovato un parcheggio relativamente vicino, e, entrati nel ristorante, abbiamo ordinato il solito. Che consiste in due spaghetti di soia, pollo con mandorle e riso alla cantonese. Siamo andati a consumare il pasto al nostro parco, che però la mia Amanda dice che non è nostro, perchè potrei chiedere a tutte le altre coppiette conferma.

Arrivati al parco però ho avuto una brutta sorpresa. La salsa di soia si era rovesciata tutta, inzuppando i fazzoletti e le confezioni che quindi erano appiccicaticcie. Non importa, però. Abbiamo consumato le pietanze all’ombra di un albero.

Poi ci siamo spostati, io e la mia Amanda. All’ombra di un altro albero sotto cui c’era più erba. E siamo stati lì un po’ e ci siamo coccolati e ci siamo dati tanti bacini. Però io avevo tanta tanta sete, e credo anche lei, e quindi dopo un po’ siamo andati via, al nostro supermercato. Lì abbiamo preso la solita bottiglia, di tè, i miei lamponi buonissimi, e dato che faceva tanto caldo, anche dei gelati.

Abbiamo consumato il tutto nella mia auto, in un parcheggio vicino al supermercato. Ho dovuto mangiare i gelati, due dei tre, in fretta che si scioglievano. E un pezzo di gelato è caduto sotto il sedile e si è sciolto che non riuscivo a toglierlo. Pazienza.

Poi siamo tornati al parco, io e la mia Amanda. Ci siamo sdraiati e eravamo piuttosto stanchi. Eravamo anche più coccolosi di prima. E tante coccole e tanti bacini. Poi però era tardi, e dovevamo andare a casa. Prima però ci siamo fermati al nostro posto preferito, e abbiamo fatto l’amore ed è stato bellissimo. Peccato che c’è stato un inconveniente con il preservativo che forse non ha fatto completamente il suo dovere. Speriamo bene.

L’ho portata a casa, la mia Amanda, e ci è dispiaciuto parecchio, lasciarci. Però era da fare.

Tornato a casa l’ho chiamata, poi ho cenato e l’ho chiamata, poi si è fatta la doccia e l’ho chiamata. Tra queste chiamate ho detto a mia nonna che la mia Amanda era d’accordo con lei sull’essere arrabbiata con me per stamattina. E mia nonna era tanto felice e la mia Amanda pure. Poi più tardi le ho cantato tante ninne nanne e la mia Amanda si è addormentata. Era tanto felice la mia Amanda. Poi si è svegliata, e le ho letto il mio diario di oggi mentre lo scrivevo. E si è addormentata di nuovo.



No Responses to “Però non mi hanno cacciato”  

  1. No Comments

Leave a Reply