Io manco alla mia Amanda anche se la faccio arrabbiare, e quando dopo scuola ci siamo visti è stata dolce con me.

Poi siamo tornati a casa e sono andato a trovarla la sera. Mi sono fermato a prendere la cena al cinese per asporto, si, il nostro preferito. E ovviamente il solito. Intanto che veniva cucinato ho chiamato la mia Amanda, e fuori c’era tanto rumore perchè passano tante auto. Questa volta alla signora alla cassa ho dato i soldi più o meno precisi, così ha potuto darmi un resto senza troppe monete.

Sono arrivato dove abita la mia Amanda ma non c’era parcheggio. Ho parcheggiato un po’ lontano, dove ormai è il mio posto preferito, all’ombra davanti al supermercato. Devo camminare un po’ per arrivare dove abita la mia Amanda ma non importa.

Entrato in casa ho messo da parte la cena, e mi sono sdraiato sul divano con lei che stava guardando un programma stupido su Mtv. Dopo un po’ di coccole siamo andati nel nuovo terrazzo a mangiare. La mia Amanda aveva anche la salsa di soia che io non avevo preso. Era molto buono, come sempre. Ci siamo riempiti tanto la pancia. Siamo tornati sul divano, per un po’, ma poi abbiamo deciso di uscire.

La mia Amanda ha indossato le Converse verdi e siamo usciti. Abbiamo praticamente preso una strada a caso, io e la mia Amanda. Lei ogni volta che ce n’erano annusava i fiori, quelli dei giardini delle abitazioni. Poi abbiamo deciso di andare a trovare gli alpaca. La strada è lunga, a piedi, di solito la facciamo in auto. Siamo arrivati e la mia Amanda voleva dare da mangiare agli alpaca, ma non accettavano il suo cibo. Allora siamo andati più avanti dove c’erano altri alpaca, e qui uno era ghiotto di foglie di acacia. E dietro di lui c’era un alpaca più grande che però non mangiava perchè quello più piccolo non glielo permetteva.

Siamo stati un po’, con gli alpaca. Cominciava a fare buio e io ero stanchissimo. Andando a casa mi è rimasto impresso come discutendo su cose che so la mia Amanda mi ha chiesto una cosa che lei sapeva, e pensava che non fosse possibile che anche io la sapessi. La prospettiva atmosferica, mi ha chiesto. E io non sapevo che si chiamasse così, la prospettiva atmosferica, però le ho detto lo stesso che cos’era. E lei allora ha detto Vabbè, però non sai chi l’ha creata, e allora io le ho spiegato chi è stato e le sue teorie. Il mio sorriso compiaciuto le ha dato fastidio, alla mia Amanda.

A casa c’erano anche i suoi genitori, che però sono usciti subito. Noi ci siamo messi sul divano come prima, con due lattine di coca cola per tenermi sveglio che se no mi sarei addormentato tornando a casa. Abbiamo visto due film alla televisione. Uno di un bambino che veniva rapito ma poi non era vero e allora si rideva per le incomprensioni e alla fine c’è anche la morale, e uno di ragazzi americani che trovano un tesoro ma i cattivi ostacolano loro però alla fine i cattivi muiono tutti e poi non so cosa succede che ero stanco e volevo la mia Amanda.

Era tardi e dovevo andare a casa. Ci siamo salutati, io e la mia Amanda. E’ stato molto dolce e triste, il nostro saluto.

Non vedo l’ora di rivederla, domani.



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