Ti lascio
Mi sveglia la mia Amanda. Ormai è diventata una regola: ogni mattina appena lei si sveglia deve telefonarmi per svegliare me. Le racconto i miei sogni, ne ho fatti tanti e mi ricordo i particolari. Ho sognato anche la mia Amanda.
Mi dice di andare su messenger, ci scriviamo lì. Io però il giorno prima avevo reinstallato windows, e quindi dovevo fare tutte le cose che si fanno appena installato windows e in più dovevo installare messenger. E ci ho messo un po’, ma ce l’ho fatta.
La mia Amanda dopo un po’ mi dice di aver letto sul mio forum una cosa che avevo scritto su di lei. Una cosa molto brutta, le ha fatto credere che io penso che lei sia stupida. Si è arrabbiata tantissimo. Mi ha bloccato su messenger e non rispondeva al cellulare. Ho provato a chiamarla tutto il pomeriggio, anche quando il suo cellulare sembrava essere spento. Alla fine, dopo tanto tempo, mi ha risposto. Era davvero arrabbiata, diceva che voleva lasciarmi. Anzi, che mi aveva già lasciato se non facevo qualcosa.
E niente, sono subito corso a casa sua. Peccato che non trovavo il mio portafoglio con la patente da nessuna parte. Ma proprio nessuna. Allora ho provato a chiamare la mia Amanda per chiederle se ce l’aveva lei. Peccato che non voleva rispondermi. Le ho anche scritto degli sms ma niente. Alla fine mi ha risposto e mi ha detto che il portafogli coo la patente ce l’aveva lei.
Sono stato il più veloce possibile, per fortuna che non c’erano posti di blocco. Sono arrivato a casa sua. Le ho telefonato per farmi aprire, ma lei ha detto che non voleva. Io ho insistito, dicendo che dovevo parlarle, ma lei non voleva. Poi l’ho convinta a sentire che cosa avevo da dirle. Mi ha aperto e siamo rimasti dietro la porta, dentro casa. Abbiamo parlato di come le cose stessero andando male tra noi, e del fatto che dovevo fare qualcosa per dimostrare che l’amo. Peccato che non so cosa, e lei non me lo vuole dire perchè altrimenti non è una cosa che viene da me. Però io penso che questa cosa che devo fare è una cosa che vuole lei. Io vorrei farla ma non so cos’è, dovrei andare a caso finché la indovino. Lei non è d’accordo, vabbè.
Lei voleva mandarmi via. Io dopo un po’ le ho chiesto Usciamo? Lei ha sorriso, ha guardato in basso per indicarmi che era senza scarpe. Anche scalza va bene, le ho detto, e lei è andata a prendere le scarpe. Io ero felicissimo, avevo guadagnato tanti punti per quella cosa, che detta così può sembrare banale ma nel contesto ha il suo perchè.
Però dovevo pensare a un posto in cui portarla. Dovevo giocare bene le mie carte che non dimentichiamoci che lei vuole lasciarmi. Lei si è avvicinata alla macchina come per salire. Io avevo intenzione di rimanere nei dintorni ma vabbè, meglio fare come vuole lei senza dire niente. Ovviamente.
Siamo partiti e non avevo idea di dove andare. La prima cosa che mi è venuta in mente è dove siamo stati tempo fa, prima che stessimo assieme, che è stato tanto bello e romantico. La porto al mare, ho pensato.
E’ stata anche un po’ una sorpresa per lei, che non credo se l’aspettasse. Durante il viaggio che non è proprio corto sono riuscito a farla ridere, e putroppo anche a farla piangere. Non dovevo farle ricordare dell’ultima volta che si è innamorata, visto che con lui è andata malissimo. Tra le altre cose ha detto anche che le faccio paura. Sapevo perchè. Lei non mi aveva mai visto come ero in quel momento. Davo il massimo perché lei non mi lasciasse. Ero tanto nervoso e preoccupato.
Siamo arrivati al mare, anche se ci siamo persi un po’ per la città. Siamo scesi dall’auto e ci siamo avvicinati alla spiaggia. Ho abbracciato la mia Amanda. Ci siamo dati un bacio e mi ha detto Sono ancora arrabbiata con te… Lo so, le ho risposto.
Le ho tolto le scarpe e i calzini, e ho fatto lo stesso per me. Abbiamo passeggiato sul bagnasciuga mano nella mano, felici, finché non eravamo stanchi e siamo tornati indietro. Abbiamo camminato a lungo, io tenevo in mano le scarpe e la borsa della mia Amanda mentre parlavamo di tante cose. Penso che quasi si fosse dimenticata di quanto fosse arrabbiata con me, la mia Amanda.
Torniamo indietro, ci rimettiamo le scarpe e cerchiamo un posto dove mangiare qualcosa che io non avevo cenato, anche se mangiare era l’ultimo dei problemi in questa giornata. Abbiamo trovato per fortuna una pizzeria al taglio. Lei ha preso un trancio di pizza, io due. Li abbiamo mangiati seduti su una panchina. Ci siamo dati tanti baci.
Poi siamo tornati all’auto, dovevamo tornare a casa che era tardi. Siamo partiti con destinazione città della mia Amanda. In auto abbiamo parlato della vita, dell’intelligenza artificiale e queste cose qui, e allora io le ho spiegato tante cose che so, e le ho anche raccontato una storia di Asimov. Ero così preso a raccontarla che non facevo troppo caso alla strada. Ovviamente ci siamo persi.
Ci siamo persi. E non era la prima volta. Non riuscivo a capire dove ci trovavamo e che strada fare per tornare sulla retta via. Decido dunque di consultare la cartina stradale che ho in macchina. La do alla mia Amanda e andiamo.
Anche con la cartina stradale riusciamo a prerderci. Peggio, giriamo in tondo. E’ troppo demoralizzante riconoscere che si è già passati in quel punto poco tempo fa.
Finalmente troviamo la strada, siamo tardissimo ma abbiamo avvertito la madre della mia Amanda. Arriviamo a casa sani e salvi.
Io amo la mia Amanda. E lei ama me.
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